Orfeo

Più noto per la grande impresa che lo fece scendere nell’Ade per cercare di riportare in vita la sua sposa Euridice, Orfeo era un abile cantore e con la sua arte riuscì persino a superare la bellezza del canto delle Sirene durante la spedizione degli Argonauti. Proprio in quell’occasione fu determinante per la riuscita dell’impresa quando la nave arrivò di fronte alle temibilissime rocce Cianee, pericolosissimi scogli erranti che sbattevano l’una con l’altra impedendo anche il semplice passaggio dei volatili. Orfeo conosce la pericolosità di queste rocce, descrittegli dalla madre Calliope, e mentre gli eroi remano con ardore, Orfeo cantando incanta le Cianee che si staccano l’una dall’altra; l’abisso del mare ubbidisce alla cetra e alla sua voce divina e la nave passa.

In quest’opera si è voluto rappresentare il momento in cui Orfeo ammalia persino le rocce con il suo dolce canto, portando quiete e serenità in un luogo da sempre funesto e assassino. L’arte, dunque, riesce ad arrivare in fondo ai sentimenti di chiunque l’ascolta portando sollievo e pace.

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